2# strategia: organizza la tua attività come se avessi 10 aziende

Benvenuto al secondo appuntamento della nuova rubrica mensile creata appositamente dal nostro staff per offrire risorse ed utili spunti agli imprenditori.

Ti stai chiedendo perché lo facciamo? Se anche tu hai vissuto una di queste realtà lo capirai subito:

  • la concorrenza estera ti sta mettendo in difficoltà;
  • nonostante tu abbia un buon prodotto non riesci a promuoverlo nel modo giusto;
  • il prezzo è l’unica leva motivazionale nelle decisioni d’acquisto dei tuoi clienti;
  • il tuo settore di mercato ha subito un’involuzione della domanda d’acquisto.

Questi ed altri spiacevoli macro-eventi hanno contribuito al declino di molte aziende, perciò se vuoi evitare di fare parte di loro ti invitiamo a dedicarci qualche minuto continuando a leggere.


Seconda strategia:
organizza la tua attività come se avessi 10 aziende

 

Se tu volessi replicare la tua azienda in 10 altre esattamente identiche tra loro, ce la faresti?

Questa domanda non è certamente una sfida ma un invito a riflettere sull’importanza del tema.

Pensiamo ad esempio ad un brand già citato nella puntata scorsa, il colosso Google, che nei primi anni ’90 partì come una semplice start up geolocalizzata in California.

Come ha fatto a diventare l’azienda multinazionale che è oggi?

Sicuramente una delle capacità è stata quella di rendersi scalabile, espandendo il suo business a macchia d’olio nel globo intero, costruendo delle filiali nelle principali città di ogni singolo paese (in Italia ad esempio abbiamo la “Google Italia” a Milano).

La crescita esponenziale del business di Google è stata direttamente proporzionale alla capacità dei suoi fondatori di trasmettere i valori dell’azienda e la loro filosofia professionale ai propri dipendenti ed ai propri collaboratori dislocati in tutto il mondo.

Larry Page e Sergey Brin, i padri fondatori, hanno costruito un impero basando la loro forza anche sulla capacità di delegare e dotarsi di persone valide che potessero agire a nome dell’azienda, portando quindi avanti il progetto.
Su una delle centinaia di pagine web dei loro siti, si può leggere:

“Abbiamo fatto tanta strada da quando partimmo dalla camera di uno studentato e un garage. Ci siamo trasferiti nel nostro quartier generale a Mountain View, in California, meglio noto come Googleplex, nel 2004. Oggi Google ha più di 70 uffici in oltre 40 Paesi in tutto il mondo.
Pur non essendoci due uffici uguali in Google, agli occhi dei visitatori qualsiasi ufficio condivide alcuni elementi comuni: murales e decorazioni che esprimono il carattere locale; googler che condividono postazioni di lavoro e aree comuni; videogame, tavoli da biliardo e pianoforti; bar e cucine riforniti di alimenti sani, e tipiche lavagne bianche vecchio stile per brainstorming improvvisati.”

Immagina quanto possa essere stato difficile partire con un’idea da un garage e poi saperla diffondere e replicare in più di 40 paesi del mondo in cui lavorano migliaia di persone.

Un felice esempio, simile al precedente, fa capire, seppur su una scala ben più piccola, che concettualmente l’approccio deve comunque essere quello adottato da Larry e Sergey: se fossero stati gelosi delle loro idee e dei loro valori, evitando di diffonderli, non sarebbero mai riusciti a crescere così tanto e molto probabilmente avrebbero limitato la loro azienda a pochi clienti e poche relazioni.

E’ questo il caso della storia di Esselunga, impersonificata in maniera assoluta dal suo personaggio più rappresentativo, Bernardo Caprotti, abile a costruire un impero alla cui base vi sono sempre stati dei valori ben precisi, mai corrotti e mai modellati da niente e da nessuno. Quando Caprotti divenne amministratore delegato della catena di supermercati, volle fortemente l’espansione dei suoi centri in tutto il territorio (fu principalmente coinvolto nell’area Toscana).

Questo accadde perché egli credeva in un progetto, in un’idea di crescita alimentata dalla certezza di poter realizzare i propri obiettivi. Fu così che Esselunga crebbe enormemente, partendo da un primo supermercato fondato in Toscana nel 1961 ed arrivando a più di 150 centri dislocati in tutta Italia.

Oggi le persone comprano da Esselunga non perché sanno che dietro c’è stato il lavoro di Caprotti, ma comprano perché è l’azienda che attraverso i suoi dipendenti riesce a comunicare serietà ed integrità.

Nello stesso settore c’è un altro noto marchio che recita nel suo pay off: “persone oltre le cose”; intendendo che dietro al marchio orbita un sistema ben strutturato che riesce bene a funzionare secondo alcune regole.

Vediamo quindi, nel nostro piccolo come declinare, la strategia che abbiamo introdotto: quando stai avviando, gestendo o programmando in ottica futura la tua attività, devi letteralmente pensare di doverne aprire 10 uguali alla tua.

“Perché?” Ti starai  chiedendo…

Il fatto è che per quanto la tua attività possa andare bene a livello locale, non ti farà comunque mai diventare miliardario.

E anche se stai pensando che non è il tuo obiettivo diventarlo e che vorresti semplicemente avere un lavoro che ti appassioni e che ti faccia vivere decentemente… Fermati.

Perché anche in questo caso vale questa strategia.

Il punto è che pensare di doverne aprire 10 uguali è l’unico modo che hai per obbligarti a riprogettare l’attività strategicamente affinché possa funzionare davvero a livello di business, ti obbliga a riflettere su tutta una serie di elementi in grado di fare crescere la tua attività, tutte cose che se ne avessi “solo una” non considereresti.

Ti faccio un esempio pratico.

Quando hai una sola attività, nel quale magari lavori solamente tu, e sei appassionato di quello che fai, il problema relativamente a “come si fanno gli ordini” non esiste.

Perché ci sei tu dentro che sai come funziona, dai un’occhiata in giro e ti accorgi “a naso” di cosa manca e cosa occorre ordinare.

Allo stesso modo, non ti poni il problema di “come vendere con energia ai clienti”, perché sei tu che vendi e ti relazioni col cliente, sei appassionato di quello che fai e di conseguenza la gente è legata a te.

Il tuo problema però è che sei troppo indispensabile al funzionamento quotidiano della tua attività. Perché se capita un evento importante, che mai ci augureremmo,  e devi assentarti dall’azienda repentinamente e per qualche settimana, forse i tuoi collaboratori non sono in grado di svolgere le attività ne tuo stesso modo, non sono in grado di generare gli stessi risultati:

  • Non trattano con i clienti allo stesso modo in cui lo fai tu;
  • Non gestiscono gli ordini a fornitori intelligentemente come fai tu;

Questo ovviamente è un limite enorme, ma la sostanza è che se vuoi far crescere la tua attività devi riprogettarla obbligatoriamente secondo queste logiche.

Nelle righe precedenti abbiamo solo considerato i risvolti negativi che questa situazione può avere a livello operativo, ma anche nel marketing pensare “in grande” aiuta.

Se devi  progettare 10 aziende sei obbligato a ripensare tutto più profondamente e più intelligentemente.

Pensa SEMPRE in ottica di espansione, che non ti sbagli. Alla peggio avrai creato una singola attività ma che fa invidia al mondo intero.

Alla prossima ….

Appuntamento a dicembre 2016 con la terza strategia: crea una banca dati di clienti e … rivolgi loro mille attenzioni

Fonti:

http://www.ries.com/

http://www.google.it/

http://www.troutandpartners.com/

http://brandpositioningitalia.com/

http://simpness.com/

https://it.wikipedia.org

 

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